Ispirazioni metropolitane

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Monthly Archives: agosto 2014

Mano nella mano

Sono in giro per le strade della città, ma in qualsiasi posto io sia, per i miei occhi è davvero una delizia guardare coppie di qualsiasi età camminare tenendosi la mano dell’uno in quella dell’altra.

Probabilmente è il dolce ricordo dei miei nonni che, dopo 50 anni di matrimonio, si tenevano la mano, seduti nelle rispettive poltrone, mentre guardavano la tele.

Probabilmente lo vedo come uno dei simboli, dei gesti di affetto, di unione e di comunione per eccellenza che una coppia affiatata possa avere.

 

mano nella mano

“Credi di avermi messo a fuoco?” Award

1_fuovco

Vorrei ringraziare pagurina9 per il premio “Credi di avermi messo a fuoco?”, un ottimo modo per conoscere meglio gli autori dei blog giocando.

Le regole sono:
– Utilizzare il logo dell’Award, (l’ho copiato da pagu)!
– Riportare le regole
– Scrivere dieci caratteristiche o accadimenti personali e sfidare chi legge ad indovinare se e quando si mente
– Nominare 10 blogger che si desiderano mettere a fuoco, comunicando loro di essere stati coinvolti
– Pubblicare le risposte nei giorni successivi

Partiamo con i dieci fatti, veri o falsi, su di me. Non necessariamente deciderò di inserire delle frottole sul mio conto, a voi il compito di scoprire tutto con il vostro fiuto alla Sherlock Holmes.

1 – Quando mangio, se mi chiamano al telefono o mandano messaggi, non rispondo.
2 – Quando ero piccolo pensavo che da grande avrei fatto l’avvocato.
3 – Sono allergico al polline.
4 – Sono andato a vivere da solo all’età di 20 anni.
5 – Mi piace più il mare della montagna.
6 – Per me, il cantante più bravo di sempre è Elvis Presley.
7 – Il mio dolce preferito è la torta mimosa.
8 – Mi piace andare al cinema.
9 – In amore non ho mai trapollice (tradito)
10 – Il mio colore preferito è l’azzurro

Le mie nomination:

antonella1972
– Nazaria Di Biase
– aliceebianconiglio
– viola
– sarinaaa99

 – belindaraffaeli

Scusate se non sono 10 nomination, ma sono davvero nuovo nel mondo del blog e non conosco ancora molti blogger abb. bene da nominarli.

Bene, vediamo chi indovina!!! buon divertimento 🙂

Vandalismo 2

Certo che il proprietario di quest’auto, appena si accorgerà del regalino artistico che gli è stato fatto, farà salti di gioia!

Di sicuro sarà un suo accanito fan……

 

Auto parcheggiata

 

 

…. o uno stronzo di prima categoria che ha compiuto un gesto vandalico solo per il gusto di farlo….

 

Maledette Aspettative

Mi aspettavo che facessi un piccolo gesto per me.
Mi aspettavo che mi chiamassi visto quello che è successo.
Mi aspettavo che rispondessi al mio messaggio.
Mi aspettavo che mi facessi gli auguri per il compleanno.
Mi aspettavo che mi facessi almeno i complimenti per il lavoro svolto.

Queste sono solo alcune pretese / aspettative che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha provato.

Con il passare degli anni sono profondamente cambiato, le esperienze hanno variato drasticamente il mio modo di essere e di vivere. Ora in moltissime relazioni sono una persona libera. Nel lavoro e nelle amicizie soprattutto, sono riuscito nell’intento di avere poche aspettative. Se un amico non mi chiama non mi fascio la testa, se una persona cara non mi fa gli auguri del compleanno ci passo sopra seppur ci tenga molto, così come se a lavoro non mi elogiano per il lavoro fatto o portato a casa. Non è menefreghismo, probabilmente è solo un dare minor peso a certi gesti, a certe dichiarazioni. Penso che le persone siano diverse da me e le cose che a me fanno piacere magari ad un altro possano risultare insignificanti.

Pero’ c’è un limite a tutto, o per lo meno io ne ho trovato uno personale. Il mio limite si trova proprio li, quando la posta in gioco si alza.

Come si fa a non rimanere male quando punti tutto e perdi una scommessa che ritieni sicura e vincente? Come fai a non rimanere male se una promessa a cui tieni davvero non viene mantenuta? Come fai a non rimanere male se il tuo datore di lavoro ti promette l’aumento di stipendio e poi ti licenzia o ti declassa?

Io ho cercato di ridurre al minimo le aspettative, ho provato a ridurre al minimo le delusioni. Ma il risultato in alcuni casi è stato pessimo. Combatto con la mia positività, è lei l’arma che utilizzo per reagire alle situazioni difficili. Provo a vedere sempre il lato positivo in ogni cosa.. ma alcune volte quel lato positivo proprio non riesco a trovarlo.

Ci vuole Karma

Adoro volare. Quando sono tra le nuvole, su un aereo in volo, il mio corpo si rilassa oltremodo. La calma mi pervade e durante il 90% dei viaggi mi faccio delle sonore dormite.

Oggi sveglia alle 6.. mi tocca il classico viaggio di rientro vacanziero per tornare alla routine lavorativa. Mi preparo mentalmente all’ennesima grande dormita, il sonno c’è, la voglia di dormire anche. Verifico i passeggeri: qualche bella ragazza, un bel po’ di coppiette e tante famiglie anziane. All’orizzonte solo pochi passeggini. Sono speranzoso. Via con l’imbarco, check in, si sale sul bus e subito dopo sull’aereo.. prendo posizione e … Nooooooooooooo! Di fianco una mammina con in braccio Simone, un bimbo di 9 mesi. Alle mie spalle Alice, una piccina di 2 anni e mezzo. il sudore freddo comincia a scorrermi lungo il corpo ma rimango piacevolmente sorpreso: i bambini sembrano calmi. L’aereo parte, mi abbiocco all’istante pregustandomi l’oretta di sonno che mi avrebbe accompagnato fino alla mia meta. Uaaaaaaaaa Uaaaaaaaa! Mi arrivano calci e fogli di giornale addosso.. Simone ha cominciato a strillare! I miei sogni svaniscono e si infrangono tra le nuvole!

Che faccio? Rimugino sul sonno perso? Mi arrabbio per le strilla? Penso a quanto sarebbe stato meglio avere di fianco belle ragazze con cui parlare o vecchietti che mi avrebbero lasciato sonnecchiare? Non ho fatto niente di tutto questo.. Ci vuole Ka(r/l)ma.. ed ho cominciato a giocare con Simone.. tanto ormai ero sveglio, almeno ho provato a farlo divertire un po’! E nel frattempo dietro le mie spalle silente ammiravo come la mamma di Alice riusciva a far sorridere e tenere buona la sua figlioletta proponendole sempre giochi nuovi che la tenevano buona ed occupata!

Saluti da una parte di me

Tanti saluti dalla mia anima!

Il mio corpo purtroppo è rimasto indietro, schiantato sulla pista ciclabile dove stamattina mi è venuta la brillante idea di andare a fare una bella corsetta… idea nata dopo le innumerevoli cene e pranzi di questa vacanza a cui non ho potuto dire di no!

Chissà se un giorno il mio corpo e la mia anima si riuniranno…

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La strada è vuota e priva di macchine.

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Io e Gregorio giochiamo sul bordo del marciapiede con i tappi.

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Io e Gianluca giochiamo con le biglie vicino il marciapiede.

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Una selva di sedie invadono quasi metà strada con gente che chiacchiera, ride e scherza mentre i bambini scorrazzano per la via

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Io, Gianluca, Gregorio, Savio, Antonio, Gregory, Fabio giochiamo a pallone alla tedesca cercando di fare gol contro una serranda di un garage.. povera serranda

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Io, Doriana, Nicoletta e Mariangela giochiamo con la molla vicino l’angolo di “Tammianina”

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Io, Nicola, Gianluca, Fabio e Nicoletta giochiamo occupando tutto un intero incrocio ai 4 angoli

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Tutti assieme si gioca a nascondino o guardie e ladri nascondendoci dietro auto, persone, angoli..

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Un’intera infanzia a giocare con i miei amici dell’epoca.. una serie infinita di foto istantanee mai scattate con nessuna macchina fotografica ma che sono indelebili nella mia mente, nella mente dei miei amici!

Non tornare indietro..

Spesso capita che quando finisce una storia d’amore intensa ci si mette davvero tanto tempo per “dimenticare” la persona con cui hai condiviso tanto e per lungo tempo.
Il processo diventa ancora più lungo e difficoltoso se la coppia si lascia in maniera più o meno pacifica.
Durante questo periodo si vivono varie fasi, tutte molto diverse tra loro, fino ad arrivare ad un certo equilibrio personale.
A questo punto le porte si riaprono come per incanto, il sangue arriva di nuovo al cervello ed il motore comincia a ricarburare con regolarità!
La vita scorre normale, non pensi più all’ex, le passioni, il lavoro, gli hobbies e le amicizie ti occupano la giornata riempiendo il vuoto lasciato in precedenza.
Tutto sembra passato, tutto sembra finito, ed effettivamente è così.

Non fosse per alcuni giorni in cui il tuo cervello inspiegabilmente si spegne.

Sono passati mesi, magari anni dall’ultimo contatto con lui/lei e sei ancora single. Ed eccolo come un fulmine a ciel sereno ti sale con prepotenza una incontrollabile voglia di sapere che fine ha fatto la tua ex dolce metà!
E proprio in quell’istante il cervello viene rinchiuso in un pericoloso cortocircuito! Ti viene voglia di mandare un messaggio, di andare a spiare il profilo del social in cui sai che scrive tanto, ti viene voglia di telefonare o andare a trovarla e scambiarci due chiacchiere! La mente vaga più o meno lontana tornando indietro ai bei momenti vissuti assieme, alle risa, agli scherzi, ai momenti magici che probabilmente mai dimenticherai! La mente vaga e vaga ancora… e come un romanticone di prima qualità pensi che magari sarebbe potuta andare in maniera molto differente…

Per fortuna che, proprio quando si sta per fare la fatidica e quanto mai inutile “cazzata”, un altro fulmine ci ricade in testa con violenza inaudita e ci fa riaccendere i neuroni! Ci si sveglia dalla morte apparente e la corteccia cerebrale ricomincia a pulsare; come per incanto al fianco delle immagini belle riaffiorano, come uno tsunami, tutte quelle motivazioni che hanno fatto si che la storia terminasse. In quegli istanti ricordi vividamente il perché quella non fosse la persona giusta per te, per quanto tu la l’abbia amata, nulla potrà far si che quel sogno che vive solo ed unicamente nella tua testa si potesse trasformare in realtà.

La foschia che aveva annebbiato la mente svanisce e tutto ritorna più chiaro. E così ti ritrovi a pensare: “Ma chi se ne frega di quello che sta facendo! Sinceramente e con lucidità non mi importa proprio niente. Che viva in pace la sua vita, io sto bene così”.

Quello che conta sei tu. Bello il passato, per l’amor del cielo, ma ora sei nel presente. La strada dietro le tue spalle è segnata e si va avanti senza indugi e ripensamenti. Li fuori c’è sicuramente
la persona giusta che sta aspettando solo te e non puoi permetterti il lusso di lasciartela sfuggire vivendo di ricordi che ormai fanno solo parte del tuo passato. Se perdi il momento giusto non è detto che il treno passi per una seconda volta!

Vedrai che non appena ritroverai l’amore, quello vero, quei ricordi saranno solo un sorriso sbiadito del passato, la nebbia non ci sarà più perché nel tuo presente c’è la persona che ti farà risplendere ogni tua singola giornata!

Manga – I love you

Devo ammetterlo, non mi piace molto leggere! O meglio, leggo con i miei tempi ed in maniera molto discontinua, i libri non riesco proprio a mangiarli come fanno alcune mie conoscenze!
Diciamo che ho la media di 6 libri all’anno quando sono in grande forma e, di solito, tutti quelli che leggo sono tutti dello stesso genere. Non me ne vanto sia chiaro, ma meglio non riesco proprio a fare.
C’è da dire però che una cosa che non mi stancherò mai di fare e che mi riesce decisamente bene è leggere manga!
E’ una passione che mi è nata da una decina d’anni e da allora non riesco, per fortuna, a smettere!

Le uscite in Giappone sono settimanali ed ogni numero contiene circa 16 pagine più qualche color page e fan page.
Io per ora seguo circa cinque manga con costanza settimanale… quando l’autore decide di fare una pausa mi manca il fiato, il buco di non poter leggere la mia razione di pagine in bianco e nero mi logora e consuma dentro!
Per fortuna spesso le pause tra i vari autori non sono coincidenti, potendo così riempire parzialmente quel vuoto leggendo avidamente gli altri fumetti!

Ma cosa mi intriga delle varie storie manga? Cosa mi porta a leggere con così tanta abnegazione? Prima di tutto il mondo Giapponese mi incuriosisce molto di più rispetto allo stile occidentale (Marvel e DC su tutti per intenderci). La bellezza di leggere manga è il potersi immedesimare in storie di eroi che con piccoli o grandi gesti riescono davvero a cambiare il mondo, a lasciare un contributo tangibile nella loro realtà. Il mio diventa quasi un tifo: quando leggo di avvenimenti “super” mi gaso da paura, neanche stessi vivendo in prima persona quelle emozioni e quelle avventure! Impressionante è il pathos che alcuni mangaka riescono a far percepire al lettore, così come profonde sono alcune sfumature che i lettori più adulti possono percepire durante lo sfogliare delle pagine.

Pensate che proprio in Giappone alcuni manga vengono utilizzati come dei veri e propri libri didattici attraverso i quali riescono spiegare ai più piccini con dei semplici esempi presi dalle pagine tematiche importanti come la fame nel mondo, il razzismo, la libertà, il rispetto e tanto altro ancora.

L’unico problema di tutto questo è che la lettura “a gocce settimanali” fa si che il leggere manga diventi pian piano una vera e propria droga… cominci e non riesci più a smettere. Sai quando parte una storia, ma puoi avere minimamente idea di quando il racconto possa finire!

Ahhh, che passione sti manga!! Grande Oda, grande Kishimoto, grande Tite Kubo…