Ispirazioni metropolitane

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Monthly Archives: ottobre 2014

Routine rotta

Di solito vivo una vita tranquilla. Ho i miei ritmi e i miei spazi, vivo tendenzialmente una vita equilibrata ed adeguata per il mio essere.

Tuttavia ultimamente per via degli impegni lavorativi e non, per i pensieri e per altre faccende, il mio vivere quotidiano è un po’ cambiato, si è incasinato.

Da una parte c’è più vivacità e brio, non sapendo quasi mai se a fine giornata sarò a casa a rilassarmi piuttosto che completamente cotto con il solo desiderio di chiudere gli occhi e dormire.

Dall’altra parte mi viene a mancare un po’ di ossigeno, non avendo spazio per quelle attività quotidiane che adoro fare e che mi fanno pensare “beh, oggi non ho solo lavorato, ma mi sono anche divertito”.

Insomma, non vivo solo per lavorare ed ho bisogno di certi svaghi (a volte anche stare svaccato comodamente sul letto a guardare la tele lo è…) e quandono vengono a mancare ne sento la mancanza, quasi il bisogno.
C’è da dire che a volte non si può dir di no a determinate situazioni, sia piacevoli che non quindi, come si suol dire, si vive un po’ alla giornata e si vede quel che succede.

Ma per questo weekend un compito me lo assegno: fino a sabato sera compreso si spacca e si fa tutto ciò che si deve fare mentre domenica lo dedico solo a me stesso e a ciò che mi fa star bene! Devo ricaricare le batterie e le energie.

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Riassunto – Le prime 250 pagine di sfumature di grigio

Un paio di settimane fa una mia collega mi ha piazzato il libro sulla scrivania e mi ha detto: “leggilo che poi faremo un incontro letterario e ne discuteremo”.

E così ho cominciato a leggiucchiarlo.. per ora ho letto circa 250 pagine che ora vi riassumerò.

Se non avete letto il libro ed avete intenzione di farlo, beh NON LEGGETE QUESTO POST che ovviamente conterrà degli spoiler.

Ecco quindi cosa ho assorbito dalla lettura.

Anastacia Steel, detta Ana, è una studentessa vergine di 21 anni che si comporta come una 15enne. Abita e studia a Portland.
Va ad intervistare a Seattle un giovane quanto aitante uomo di potere, Cristian Grey, per conto della sua amica coinquilina giornalista, Kate, che ha la febbre.

Si reca a Seattle e aprendo la porta della stanza dell’intervista inciampa; lui si “innamora” di lei. L’amore è ricambiato, lei è completamente bruciata.

Si incontrano una prima volta dove lavora lei, poi ancora in un bar, poi ancora in una festa; al quarto appuntamento lei si reca a casa di lui con l’elicottero (di sua proprietà e guidato da lui). Atterrano di notte nell’eliporto di casa sua. Visita della casa e finalmente si tromba.

Durante il weekend lui la inizializza al mondo del sesso facendole provare qualche posizione; lei è estasiata. Lui le fa vedere una stanza delle “torture” e le propone un contratto di relazione e sesso sadomaso (credo).

Lui vorrebbe cominciare una relazione di 3 mesi con lei: lui avrà come ruolo il dominatore, lei la sottomessa.

Lei ha paura, si informa sulle regole contenute nel contratto e cerca di cambiare qualche regola, disquisendo i vari punti del contratto che non le piacciono.

Fine delle prime 250 pagine.

Bello fin ora il libro vero? Pls non fate spooler sulla continuazione.

Proposta di matrimonio

Credo che per una donna “all’antica”, amante della famiglia cristiana classica, il momento in cui un uomo si dichiara per chiederle la mano e passare la vita con lei è uno dei momenti della propria vita, che verrà di sicuro per sempre ricordato.
L’emozione, ve lo dico da uomo, è enorme anche per il sesso maschile (anche se non ho esperienza in merito ne sono certo).
Un momento che si pianifica con attenzione, si studia meticolosamente nei minimi dettagli il tutto per fare un gesto eclatante e allo stesso tempo indimenticabile.
Le farfalle nello stomaco ci fanno immaginare tutto, ogni singolo istante che sarà, ogni movimento che sarà compiuto.

Ed in rete ci sono delle dichiarazioni di matrimonio da favola, fantastiche, che lasciano a bocca aperta, dove ti viene voglia di alzarti dalla sedia e fare la standing ovation.

Ma a volte la realtà supera di gran lunga l’immaginazione e non sempre certi gesti, per quanto pomposi, vanno a finire bene.

https://www.youtube.com/watch?v=XC4hO2q7qsk

https://www.youtube.com/watch?v=7O-3YAzimEA

https://www.youtube.com/watch?v=nnyKkA05nYw

Io se mai arriverò a tanto.. spero di avere miglior fortuna 🙂
E di certo la mia dichiarazione sarà più intima e non finirà su internet!

Mezzi di trasporto… alternativi!

Dato che oggi quasi in tutta Italia c’è lo sciopero dei mezzi vi voglio deliziare con alcuni mezzi di trasporto alquanto bizzarri ed adorabili.

Le foto le ho prese dal corriere della sera qualche tempo fa.

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I miei preferiti… beh sono il camion con qualche tronchetto sopra e il “pulman” che porta i bambini a scuola.

Vita di un post

Sono nel mondo dei blog davvero da poco, ma mi sono fatto un’idea ben precisa che ora vi spiego.
Ho notato che la durata di un post, o almeno di un mio post, va dalle 12 alle 24 ore.. ovvero al massimo un giorno.
Passato questo lasso di tempo non ci sono più visualizzazioni, commenti o like; in pratica il post diventa vecchio dopo solo un giorno!
Capita anche a voi?
Non vi spiace che magari, dopo tanto impegno per scrivere una vostra poesia o una piccola opera, dopo aver scattato una splendida foto o aver creato un outfit esaltante, esso venga “dimenticato” solo dopo poche ore?

L’unica possibilità che conosco per un blogger di rispolverare un post a cui è tanto legato è ribloggarlo dopo un tot di tempo.
Voi come vi ponete davanti a tutto questo? Ci avete mai pensato? Scrivete o postate davvero senza avere pretese di “piacere” agli altri e trarne di conseguenza soddisfazione da questo? Postate senza desiderare che gli altri vi leggano ma solo per il piacere puro di farlo?

Io sono nella fase in cui mi diverto proprio a scrivere, ma se il post piace o crea delle discussioni, anche con critiche, ne vado ancora più fiero.

Viola contro la Violenza (No alla violenza sulle donne)

Vi avviso, sarà un post lungo e serio, nel quale sento il bisogno di esprimere alcune considerazioni e raccontarvi alcuni fatti accaduti.

Si! Sono contro la violenza, ogni tipo di violenza. Sono tendenzialmente un uomo che ama e adora la pace ed evita lo scontro fin quando la diplomazia lo permette.
La violenza che ultimamente mi fa più incazzare, solo un filino dopo quella rivolta ai bambini, è la violenza rivolta alle donne.
Sono molto categorico, mi “infastidisce” fortemente sia la violenza verbale che ovviamente quella fisica.

Bologna 2004, fine di via dell’Arcoveggio.
Eravamo con alcuni colleghi in un parco a gustarci il nostro pranzo. Non uscivamo mai a pranzare fuori, di solito si andava in mensa, ma quella mattina il cielo era così limpido che nonostante fossimo sotto stress lavorativo, con alcuni colleghi abbiamo deciso di andare a prenderci una boccata d’aria.
Si chiacchierava amabilmente, si sparavano le solite cazzate quando un paio di urla hanno attirato la nostra atetnzione, l’attenzione di tutti.
Dopo due urli, si sentì solo il grugnito di un uomo. Tutti i presenti al parco rimanemmo immobilizzati di fronte alla scena. Un uomo, con un crik in mano, era intento a picchiare colpendola alla testa una donna che ormai era inerme ed immersa in un lago di sangue, nel suo lago di sangue. E’ stato tutto velocissimo, senza la minima possibilità di intervenire. Quest’uomo scese da un automobile gialla ed aggredì con la sua glaciale brutalità la donna colpendola ripetutatamente.
Sono passati pochi istanti ed ho cominciato a correre come un pazzo verso l’aggressore. Sapevo che la mia vita, di li a poco, sarebbe stata fortemente in pericolo.. sia per la pazzia dell’uomo sia anche dalla differente mole che differiva lui da me.. ma le gambe si mossero da sole. Il mio scatto per fortuna dette forza ad altri uomini e così in pochi passi mi sono ritrovato dietro con una decina di impavidi soccorritori. Appena la bestia ci vide arrivare si allontanò dalla donna esanime e si diresse verso l’auto con cui era arrivato.
Verbalmente abbiamo fatto di tutto per fermarlo, ma in evidente stato confusionale si era barricato dentro l’auto (che poi scoprimmo rubò per l’occasione) e poco dopo è ripartito nonostante avesse il baule del portabagagli aperto. Nei 5 minuti successivi è arrivato il primo soccorso dall’ospedale maggiore e dopo un’altra decina di minuti i carabinieri, entrambi chiamati prontamente dalle donne che erano rimaste nelle retrovie.
Il giorno seguente, comprando il giornale locale, abbiamo scoperto che la donna era stata ricoverata d’urgenza ed in stato comatoso. L’uomo, sfuggito alla pattuglia dei carabinieri, si era costituito di li a poco dopo essere stato “convinto” dai suoi quatrro figli.
Qualche giorno dopo abbiamo scoperto che la donna era uscita dal coma e non era più in pericolo di vita, mentre l’uomo, che era il suo ex marito, aveva avuto in precedenza il divieto di avvicinamento in quanto giudicato un essere pericoloso.

Questa è l’unica esperienza che i miei occhi hanno dovuto osservare dal vivo, ma purtroppo tante altre se ne leggono ogni giorno sui vari quotidiani.
Ex mariti o fidanzati che uccidono la propria ex dopo essere stati lasciati. Ex mariti o fidanzati che rendono la vita della propria ex impossibile ed infernale agendo con pedinamenti, telefonate, email, messaggi e chi più ne ha più ne metta. Perchè succede questo? Perchè alcune persone bruciano il loro unico neurone in questo modo? Da uomini si trasformano in ferali aggressori, in bestie, in reietti della società, in esseri pseudo viventi che ti fanno montare una rabbia tale che ti vien voglia di riversare su di loro il male che hanno fatto provare alle loro vittime.

Mi piacerebbe fosse trovata una cura a questa malattia, mi piacerebbe che certe cose non avvenissero mai. Ma so che non è così.
Il tema è molto complesso e fuori dalla mia portata, ma da Uomo quale sono non posso far finta che il problema non esista o non si ponga.
Pertanto l’unica cosa positiva e costruttiva che posso fare, nel mio piccolo ed in questo preciso istante, è quella di dare qualche piccolo consiglio.

Se si conosce qualcuno che è vittima di abusi, violenze, persecuzioni, non facciamo finta di niente, il dramma potrebbe essere dietro l’angolo ed avvenire prima di quanto ce lo si aspetti. Su internet ci sono tantissimi siti seri che spiegano ed aiutano a riconoscere un uomo violento o un persecutore; allo stesso tempo ci sono altrettanti siti che indicano una via che può rendere la vita della vittima, o futura tale, tranquilla e sicura.
Basta cercare su un qualsiasi motore di ricerca “come difendersi dagli stalkers” e compariranno una miriade di siti che potrebbero davvero servire e tornare utili.

Ve ne passo solo alcuni esempi.
http://www.benessere.com/psicologia/arg00/sindrome_molestatore.htm
http://www.guidapsicologi.it/articoli/come-riconoscere-uno-stalker-e-come-difendersi.html

Voglio chiudere questo lungo articolo con un accenno di positività ed inno alla donna.

Viola

Viola contro la violenza, rosa spensierata
un’ape in cerca del suo fior si è adagiata.
Margherita solare e colorata, m’ama non m’ama,
la speranza di trovar la principessa fatata.
Femmina. Donna. Bambina. Bellezza divina.
Persone che mai agli uomin devon esser sottomesse
Coccole e carezze son le uniche armi ammesse.

Sabato in giro per Milano

Ieri, lo ammetto, ci ho dato dentro. Niente shopping pero’!
La prima tappa è stata la mostra alla “Casa Museo Boschi Di Stefano”. Una inaspettata quanto piacevole gita d’arte in una casa donata ad una fondazione culturale che ne permette visite gratuite. All’interno ci sono un sacco di opere d’arte (circa 300) di artisti contemporanei (del 1900) tra cui i ben conosciuti Fontana, Manzoni e Sironi.
All’interno del palazzo che ospita la casa ho potuto osservare anche un simpatico ascensore con sedile.. antico e chic allo stesso tempo 🙂

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Al fine della visita, da Lima con gli amici ci siamo diretti a fare due passi fino al Parco Sempione, saltando un paio di fermate con la metro per evitare il corteo padano; arrivati alla meta ci siamo seduti sul prato umido ed abbiamo continuato a fare altre chiacchiere.
Durante il tragitto, vicino il Castello Sforzesco, abbiamo trovato una simpatica manifestazione dove due persone giocavano in strada con degli scacchi giganti.

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Riposati e ritemprati ci siamo diretti un’oretta dopo in zona Brera e per strada abbiamo incontrato un simpatico signore che suonava divinamente bene una strana batteria.. di bottiglie di alcolici.

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Non posso affatto lamentarmi, ho passato decisamente un bel Sabato in buona compagnia e concluso mangiando un’ottima pizza Spontini ed un gustoso gelato al cioccolato e nocciola.