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Italia – India #7

Parliamo sempre di una regione dell’India del Sud.
Anzi andiamo nello specifico, parliamo di un Indiano del Sud. Quando andava all’università il mio amico abitava in campagna e l’uni era in città. Per arrivarci coi mezzi ci metteva 2 ore a viaggio.
Si alzava alle 5 per partire alle 6. Alle 5 faceva la prima colazione non ufficiale mangiando uno “snack”; alle 8, appena arrivato in città faceva la colazione seria (all’inglese, tutta salata con uova, piadine, pollo, ecc..)
completata da un dolce. Alle 10 terza colazione non ufficiale. Alle 13 pranzo! Come prima fase si pappava quello portato da casa, poi andava in mensa e faceva il secondo pranzo.
Ora in Italia ha sempre fame e la sera per cena mangia razioni doppie rispetto al pranzo italiano che porta in ufficio. Per farvi capire la mole di cibo che mangia.. 500g di gelato al pistacchio lo mangia in una botta sola.
Quando ci ha invitato a cena, eravamo in 5 di cui 4 italiani ed ha preparato 5 kg di riso e 5 kg di pollo.
Ah si, in India del Sud il cibo, dopo 24 che è stato cucinato viene buttato. Entro le 24 è ancora “legale” mangiarlo.

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42 commenti

  1. SaraTricoli ha detto:

    Però… vorrei sapere quanto pesa il tuo amico 😉
    Buona giornata ^_^

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  2. Neda ha detto:

    Quoto il commento qui sopra.
    A proposito, quando studiavo lingue in città, per essere a scuola alle otto dovevo prendere il treno alle 6.30 e da casa mia alla stazione c’è più di un chilometro che, naturalmente, mi facevo di corsa con un panino tra i denti.
    A pranzo restavo in città 2 volte la settimana, perché la scuola iniziava alle 14 e il cibo che costava meno era pizza margherita e un bicchiere di birra (pizza di 20 cm. di diametro e bicchiere da 150 ml.). Mangiata sempre, il fegato ha resistito.
    Gli altri giorni, poiché avevo l’abbonamento mensile al treno e lo potevo prendere quante volte volevo, tranne i festivi, la scuola iniziava alle 16 e per risparmiare il costo del pranzo prendevo il treno fino al paesello, mi facevo una corsa fino a casa, guardavo se era avanzato qualcosa in frigo (mia madre regolarmente scordava quali erano i giorni in cui tornavo a casa), mangiavo, ripartivo di corsa per prendere il treno e tornavo a scuola.
    La sera tornavo sempre alle 19.20, con i compiti da fare e una parte già fatta in stazione attendendo il treno, studiando in treno e così via.
    Una volta che pioveva che dio la mandava, ero senza ombrello e sono arrivata a casa fradicia. Mia madre mi chiese come mai ero tutta bagnata e io le risposi che avevo fatto il bagno nel fiume e lei di rimando : “Non potevi spogliarti?”
    Bei tempi quelli, quelli di cinquant’anni fa.

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    • Cix79 ha detto:

      ahahah grande risposta di tua madre, che ironia!
      Il tuo è un gran racconto.. nel mondo d’oggi mai si sarebbero fatti questi sforzi per andare a scuola e fare la pendolare come hai fatto tu

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      • Neda ha detto:

        Mia madre non aveva il senso dell’umorismo, era proprio fatta così, manco si era accorta che fuori pioveva.
        Pensa che quando lavoravo in Liguria, da febbraio a novembre, di solito veniva a trovarmi a luglio. E’ capitato ancora che, avendo io cambiato pettinatura, occhiali da vista, abbigliamento, essendo magari un po’ dimagrita o abbronzata, non mi riconoscesse e mi chiedeva come mai sua figlia non lavorasse più lì.
        Per quanto riguarda la scuola ho potuto studiare perché avevo borse di studio e i soldi in casa, all’epoca, erano davvero pochi. In estate lavoravo in fabbrica per tre mesi, poi si studiava, tempo pieno, da ottobre a giugno compreso. I miei fratelli e anche mio marito, lavoravano di giorno in fabbrica e frequentavano le scuole serali per avere un diploma. Per noi non erano dei sacrifici, ci sembrava di essere dei privilegiati a poter studiare e migliorare la nostra condizione sociale.

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  3. Affy ha detto:

    Ulla peppa!
    Simpaticissimo questo indiano del sud e con i maniglioni antipanico lo è … dippiù! 🙂

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  4. SognidiRnR ha detto:

    Una buona forchetta il tuo amico!! Ma Non ho capito,perché il cibo viene buttato trascorse le 24 ore?
    Ricordo un nostro amico di famiglia che odiava mangiare gli avanzi, lo chiamava “cibo usato”, la moglie per lui doveva cucinare sempre qualcosa di nuovo 😀 Mi faceva sempre sorridere questa storia del cibo usato… Si sarebbe trovato bene in India del sud se davvero dopo un giorno buttano tutto!

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    • Cix79 ha detto:

      Mi sono fatto un’idea sul perchè!
      In pratica nei tempi “antichi” non esisteva il frigorifero; dato che li hanno sempre tutto l’anno dai 25° in su di temperatura dopo un giorno probabilmente il cibo cominciava a puzzare, ad andare a male. Quindi probabilmente la regola delle 24 ore è un retaggio dei tempi passati!

      ps. letto il post precedente? 😀

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      • SognidiRnR ha detto:

        Si ho letto il post,non mi ricordo se ho lasciato il mio contributo tra i commenti ma ho letto tutti gli interventi, ne è venuto fuori un bel parlare,ho lasciato qualche mi piace 🙂 Tienitela stretta questa tra noi che ti consiglia certe novità, ti dà la giusta ispirazione ahahaha

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  5. pagurina9 ha detto:

    Interessante, soprattutto perché invece la nostra società osanna il mangiare come uccellini! 👍🏻

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  6. Laura ha detto:

    E’ troppo simpatico il tuo amico, se viene da me trova sempre pappa buona, 😀 un abbraccio grande Cix, buon giovedi’, 🙂

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  7. NonPuòEssereVero ha detto:

    Io se mangiassi quelle quantità di cibo, probabilmente morirei sul colpo 😀

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  8. lilasmile ha detto:

    Ecco, ecco…finalmente ho trovato qualcuno che mangia più di me. Certo che vederlo mangiare credo dia soddisfazione e allegria! Comunque se vengo a Milano mi accodo a te e mi autoinvito ah ah 😀
    Buona serata Cix!!!

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  9. Congratulazione per il tuo amico… ma che metavolismo c’ha? ahahaha dovrebbero studiarlo!

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  10. alessialia ha detto:

    urka!!!!!! cazzaroletta! accipicchia!

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  11. fulvialuna1 ha detto:

    Perchè lo buttano?

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    • Cix79 ha detto:

      come ho scritto in un precedente commento: Mi sono fatto un’idea sul perchè!
      In pratica nei tempi “antichi” non esisteva il frigorifero; dato che li hanno sempre tutto l’anno dai 25° in su di temperatura dopo un giorno probabilmente il cibo cominciava a puzzare, ad andare a male. Quindi probabilmente la regola delle 24 ore è un retaggio dei tempi passati, dopo 24 ore il cibo diventava non più commestibile!

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