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Tradizione – Olio Piccante

Con l’Olio Piccante inizio un ciclo fatto di 3 post nel quale descrivo la preparazione di qualcosa legata alla tradizione culinaria della mia terra. L’inizio è semplice difatti parto con il descrivere come in famiglia prepariamo l’olio piccante.

Prima di tutto, dopo aver raccolto i “diavlicchj'” anche conosciuti come peperoncini, li si estirpa dal ramo verde e li si lava.

Dopo averli asciugati per bene con della carta assorbente, si depositano i peperoncini in un contenitore\vaso di vetro opportunamente pulito ed asciugato in precedenza. Il contenitore o vaso si deve poter chiudere per bene.

Se i peperoncini sono troppo grossi, li si taglia o spezzetta, ma sarebbe meglio evitare. Terminata questa fase li si ricopre di sale grosso e si chiude il contenitore.

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Due volte al giorno, per 3/4 giorni, si scuote il vasetto di vetro. Io dopo il primo giorno aggiungo dell’altro sale per non lasciare i peperoncini scoperti.

Come si può vedere dalle due immagini il sale diventa “bagnato”. Questo è proprio l’effetto che si vuole ottenere, ovvero togliere l’umidità dai peperoncini in maniera tale che quando si mettono sotto olio non generino subito la muffa!

C’è chi dice inoltre che così subiscono una piccola cottura, ma non sono un chimico quindi non saprei se è una diceria o meno.

Dopo i 4 giorni sotto sale si versa tutto in uno scolapasta e si cerca di pulire ogni singolo peperoncino, sempre con della carta assorbente, eliminando tutto il sale. Come potete immaginare, se si tagliano i peperoncini, l’operazione diventa più complessa se non impossibile.. in questo caso un po’ di sale rimarrà dentro il peperoncino, ma non è un grosso problema.

Conclusa la fase di pulizia, riponete i peperoncini all’interno di un vaso di vetro pulito, tagliandone prima  una buona metà.

Riempite il vaso di Olio extravergine di oliva, chiudere il vaso per un paio di settimane ed il gioco è fatto.

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Per evitare che dopo poco si crei la muffa sui peperoncini, fare in modo che quelli che salgono a galla vengano sommersi dall’olio, spingendoli verso il basso.

Voi fate uso di olio piccante? Lo comprate o lo preparate? Usate una preparazione diversa?

Trofie al pesto di Cix

Eccoci di nuovo nella trattorie a conduzione familiare da Cix.

Oggi vi presento la mia versione di pesto, modificata in base agli ingredienti che avevo a disposizione.

Ho preso i pinoli ma erano pochi perchè me li ero mangiati la sera prima.. e allora ho deciso di sgusciare ed aggiungerci dei pistacchi salati!

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Ho preso un piccolo pezzo di aglio e l’ho tagliuzzato a dovere; poi ho grattugiato un po’ di grana (o parmigiano, non so riconoscerli :D)

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poi ho preso un po’ di basilico ed ho tagliuzzato anche lui, zac zac!

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Ho messo tutto ciò che ho preparato in un contenitore di plastica ed ho aggiunto olio extra vergine di oliva pugliese (del mio paese di origine per la precisione), sale grosso e pepe.

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Mini pimer in mano, potenza a bomba ed ho frullato tutto.. fruuuu fruuuu fruuuu

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Come vedete dalla foto ci sono piccolissimi pezzi di pinoli e pistacchi, non li ho polverizzati.

Ho cotto le trofie fresche e dopo averle scolate a dovere le ho depositate nel piatto aggiungendoci sopra il fantastico pesto super profumato e buono.

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Infine, ho voluto esagerare aggiungendo del cacio ricotta grattugiato, dato che lo preferisco agli altri formaggi.. o meglio è l’unico formaggio che riesco a mangiare.

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Che dire.. mi sono fatto tondo tondo mangiandone due porzioni.. era troppo buono per resistergli 😀

Poi verso le 8 di sera del giorno a seguire, cioè ieri, per i sensi di colpa sono andato a spararmi una corsa nel parco vicino casa nonostante i 35° che volevano ammazzarmi anzichè farmi dimagrire!

Ah dimenticato.. visto l’orario in cui ho programmato il post.. buon pranzo a tutti e buon appetito 🙂

Oltre il Vegan c’è di più

Adoro mangiare. Adoro mangiare tutto senza pormi particolari limiti; gli unici che mi impongo sono quelli affermati dal mio gusto e dai miei principi (non mangio carne umana per fare l’unico esempio che mi viene in mente :D).
In questi ultimi anni è nata una “battaglia” tra gli onnivori e i vegetariani. Tra ricerche ed una notevole pubblicità mediatica c’è da dire che il numero di vegetariani nel mondo è in forte crescita.

Ma si sa, l’uomo non si ferma mai dinanzi a niente. E così, dopo un po’, è nata una costola ancora più estremista dei vegetariani, ovvero i vegani.
Ma si sa, l’uomo non si ferma mai dinanzi a niente. E così, dopo un po’, è nata una costola ancora più estremista dei vegani… e ora vi cito alcune informazioni a riguardo.

Fruttariani e Fruttarismo
Il Fruttarismo nasce dalla necessità di non uccidere. Ne gli animali, ne le piante che servono a diffondere i semi e far crescere la frutta.
Il fruttariano quindi durante la sua vita si ciba soltanto ed unicamente di frutta affermando di non aver bisogno di altro per vivere. Qui la pagina facebook italiana del gruppo
https://www.facebook.com/groups/114954825371731/?fref=ts
che conta più di 1000 iscritti.
Leggendo un po’ in giro ci sono anche frange di fruttariani che non accettano tutti i tipi di frutta ritenendone alcuni tipi acidi e cancerogeni per l’organismo.

Melariani e Melarismo
Una ulteriore branchia del Fruttarismo è il Melarismo.
I melariani non sono altro che persone che mangiano durante la loro vita soltanto mele! Indiscrezioni dicono che i veri melariani ne mangiano solo una al giorno per essere a posto per tutta la giornata. Nonostante questo poche informazioni si trovano in rete, ma qualche pagina facebook italiana in merito comincia a nascere.

Oltre a queste frange ne ho trovate altre di diverso genere che ora vi cito.

Locavori
Sono coloro che si nutrono solo di cibo locale, prodotto nel raggio di 180km circa. I locavori non sono per forza vegetariani, l’importante è il rispetto del chilometraggio di produzione.

Freeganismo
E’ una corrente nata per uno stile di non consumo che si basa sulla decrescita felice. Da wiki:
I freegani abbracciano la comunità, la generosità, il problema sociale, la libertà, la cooperazione, e la condivisione rispetto a una società basata sul materialismo, l’apatia morale, la competizione, la conformità e l’avidità.
Questo stile di vita consiste nel recuperare gli scarti, soprattutto nel prendere il cibo in scadenza dai supermercati, i quali lo butterebbero senza averlo venduto.

Paleodieta
E’ una corrente dove si afferma che bisogna ritornare alle origini e mangiare come si faceva nel periodo del Paleozoico. Da wiki:
Secondo i propugnatori della paleodieta recente, la corretta alimentazione si dovrebbe basare su cibi che erano reperibili prima dello sviluppo delle tecniche agricole, cioè su prodotti di “selvaggina” di ogni tipo, specialmente midollo, cervella, frattaglie, sangue di mammiferi (la muscolatura, si sostiene, veniva consumata solo se non c’era altro), pesce, crostacei, rettili, vermi, bachi, insetti, uccelli, uova, bacche, frutti, miele, vegetali appena spuntati, radici, bulbi, noci, semi, eccetera.
Si dovrebbe comunque definire se si tratta di alimentazione prevalentemente di raccolta e preparazione culinaria di insetti e rettili (ramo tropicale sudamericano), di caccia e pesca eschimese o di bruchi, rettili e bulbi del ramo australiano, od altro.

Breathariani
Ed ecco i miei preferiti, i breathariani. Da breath che in inglese significa respiro, i breathariani o i respiriani affermano, senza aver mai dato prove di ciò, di poter vivere senza mangiare (e a volte anche senza bere). Loro si nutrono di aria ed energia positiva che il mondo ci dona. Tuttavia l’unico esperimento televisivo fatto sulla più famosa breathariana conosciuta al mondo finì male e la trasmissione fu interrotta dai medici per “rischio di morte” della partecipante. Ovviamente grande scetticismo gira intorno a questo stile di vita.

Voi cosa pensate a riguardo? Io continuo a gustarmi alla grande tutto quello che il mio palato accetta senza fare distinzione tra carne, pesce, verdura o frutta.
E senza offesa per nessuno ritengo alcune di queste modalità o scelte di vita delle cagate pazzesche.. ma si sa, ho la mente chiusa e il cervello piccolo, non posso comprendere tutto, ho dei limiti!

Buona giornata a tutti 🙂

Imparo a conoscere i cibi #2

Dopo aver imparato a conoscere alcuni componenti culinari come il Lemon grass, la Pastinaca, il Topinambur, il Foie Gras e la Ratatouille in questo post https://cix79.wordpress.com/2015/04/03/imparo-a-conoscere-i-cibi/
oggi impareremo qualcos’altro relativo alla cucina di elite che ci propongono in molti programmi televisivi. Nella cucina tradizionale della mia famiglia questi ingredienti o preparazioni non li ho mai neanche sentiti nominare, figuriamoci se ho avuto il piacere di assaggiare qualcosa del genere!

Ma ora cominciamo:

Cardamomo
Il cardamomo è una spezia. Il nome indica propriamente la Elettaria, una specie di pianta tropicale
Il frutto si presenta come una capsula contenente tanti piccoli semi di colore marrone-nero. I semi sono utilizzati come spezie, ma poiché perdono molto rapidamente il proprio aroma, comunemente viene conservata e commercializzata l’intera capsula, generalmente essiccata. Al momento dell’uso, la capsula viene rotta e i semi utilizzati sciolti o macinati.
In cucina è molto utilizzato come aroma nella preparazione del caffè alla turca, del caffè arabo e del tè iraniano

Aneto
L’aneto è una pianta erbacea dai piccoli fiori.
L’aneto è coltivato come pianta da condimento. Le foglie e i semi sono molto aromatici. Si avvicina al finocchio per il suo odore e le sue proprietà, da ciò i suoi nomi di: finocchio bastardo, finocchio fetido e finocchio rizu. È una spezia molto utilizzata in Germania, nell’Est Europeo e in Scandinavia, e anche in India e in numerosi altri paesi del mondo, prevalentemente in piatti a base di pesce.

Vinegrette
Per vinaigrette si intende una miscela di sale, olio e aceto. Viene utilizzata come condimento per insalate, piatti di verdure crude o cotte e alcune varietà di pesce.
Le esatte quantità per la preparazione di una vinaigrette variano a seconda dei gusti. In generale si prepara con 2/3 di olio e 1/3 di aceto e l’eventuale aggiunta degli altri ingredienti secondo il gusto personale. (ed io che pensavo fosse una cosa super sofisticata)

Curcuma
La curcuma è una pianta che ha 80 specie differenti. La spezia più utile è la Curcuma longa o zafferano delle indie (molto spesso indicata come curcuma senz’altre precisazioni). Il vivace colore giallo della radice polverizzata viene utilizzato come colorante alimentare del tutto innocuo.
Le radici polverizzate giallo-ocra della curcuma sono l’ingrediente principale del curry.

Raspadura
(No, maliziosi che non siete altro, non è quello che pensate!)
La raspadüra è un modo di servire il formaggio grana presentandolo come sottilissime sfoglie, raschiate con un particolare coltello da una forma di Tipico Lodigiano oppure di Grana Padano giovane, stagionato dai quattro ai sei mesi.

Buon mercoledi a tutti 🙂

Pesce

Questa settimana, dal punto di vista culinario sia ben chiaro, mi sono dedicato alla preparazione e alla degustazione del pesce! Per prima cosa ieri ho imparato a pulire un calamaro, ne ho puliti e preparati 3, al terzo tentativo ero diventato velocissimo capendo meglio le varie fasi da compiere. Una volta ben puliti ho provato una ricetta, la preparazione in padella, che pero’ non mi ha dato soddisfazione (forse anche per colpa dei calamari non troppo freschi). Ecco qui la foto finale

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Come potete vedere ho utilizzato aglio, scalogno, calamari, pomodorini, prezzemolo, olive (purtroppo verdi e non nere), sale, olio, pepe, vino bianco. Due giorni fa invece ho deciso di preparare i mazzancolle in padella e qui invece altro risultato, erano buonissimi. Il tutto perchè delle amiche blogger mi hanno fatto venire una voglia matta con le loro preparazioni… vero Affy, Silva Avanzi e Laura? Gamberi_in_padella

A differenza loro non li ho accostati alla pasta, me li sono gustati proprio così, mangiandoli ovviamente con le mani per poi potermi leccare goduriosamente le dita! Infine domenica ci siamo incontrati con degli amici. Il mio amico Paolo ha proposto di fare la Paella.. ed io davanti ad una Paella non resisto, non potevo rifiutare l’auto invito e l’idea. In questo caso abbiamo fatto la paella mista carne pesce. Come si può vedere dall’immagine abbiamo usato anche dei peperoni rossi. Paella

Ed anche in questo caso grande risultato di gusto.

Imparo a conoscere i cibi

In televisione guardo spesso programmi che riguardano l’argomento cibo e cucina avendo da tantissimi anni una decisa passione a riguardo. Seppur non sia un programma di cucina nel senso stretto del termine, il mio programma preferito è Masterchef. Seguo la versione americana, quella spagnola, quella australiana ed ovviamente quella italiana. La cosa che mi ha colpito di questo format e che mi fa viaggiare con la mente, è la scoperta di prodotti che non conosco, che non ho mai assaggiato, ma che mi incuriosiscono allo stesso tempo. E così ho deciso di condividere con voi alcuni di quei termini che si sentono nominare spesso e che ogni volta mi fanno pensare: “Ma che cavolo è sto prodotto?”

Lemon grass
La citronella è un’erba perenne propria delle regioni temperato-caldo e tropicali del Vecchio Mondo. È anche conosciuta con il nome inglese di lemon grass (citronella è poco figo come nome vero?).
La citronella ha un odore che ricorda il limone e viene largamente usata in India e in altri paesi dell’Asia come ingrediente di salse e zuppe. Viene usata in Asia e in Africa per la preparazione di tisane.

Ratatouille
E’ un piatto tradizionale provenzale a base di verdura stufata. La ratatouille era originariamente un piatto per contadini poveri, preparato in estate con verdure fresche. Gli ingredienti originari della ratatouille tradizionale sono pomodori, zucchine, peperoni, cipolle ed aglio. Si possono aggiungere alcune erbe di Provenza e basilico.
La ratatouille francese può essere servita come piatto a sé stante (accompagnata da riso, patate, o semplice pane francese). Più frequentemente viene servita come contorno.

Foie gras (si pronuncia Fuagrà :D)
Dal francese “fegato grasso” è definito dalla legge francese come fegato di anatra o di oca fatta ingrassare tramite alimentazione forzata.
Il foie gras è uno dei prodotti più famosi della cucina francese; dato il suo altissimo contenuto di grassi (80%), è molto calorico e gelatinoso e ha un sapore meno intenso dei normali fegati di anatra e di oca.

Pastinaca
E’ una lunga radice, bianca e carnosa, dal sapore acidulo, che viene consumata come ortaggio dopo la cottura. Assomiglia molto ad una patata.
Le sue origini pare siano tedesche, ma importate e diffuse in Italia durante il medioevo. In Italia la sua scomparsa è dovuta all’importazione e alla relativa produzione della molto comune patata.

Topinambur
Il topinambur, detto anche rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme, è anch’esso un tubero. E’ coltivata in tutta Italia esclusa la Sardegna, ma la sua origine è il Nord America dove risulta un prodotto decisamente comune.

Uno pensa: “Sti Chef super stellati chissà che usano per i loro piatti” e poi ti ritrovi con la citronella, delle patate, un po’ di verdura cotta e del fegato d’oca che viene maltrattata.

Grazie a questo post, ora ne so qualcosa in più 🙂

Pennette al salmone affumicato

Non sono pratico coi dolci, non sono un cuoco che fa dello stile il suo punto forte. Ma mi piace tanto cucinare, soprattutto i primi piatti.

Ed ecco allora che vi mostro il piatto che mi sono preparato a Natale

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Non vi metto la ricetta tanto è un piatto semplice che chiunque può reinterpretare a piacimento, vi do giusto qualche ingrediente che ho usato.

Olio extravergine di oliva, salmone, pomodorini, prezzemolo, pepe (origano e capperi ho dimenticato di usarli).

Solo pensandoci mi sta venendo fame.. vado a prepararmi la salsiccia alla veneziane per cena 😀