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Sono le 23.59

Manca un solo minuto ed anche questo compleanno è andato!

36 anni inanellati tra soddisfazioni e sofferenze, tra allegre serate passate in grande compagnia e giornate di solitudine.

Oggi per me è stato un giorno come un altro, ci sarà modo di festeggiare nel weekend!

A parte i soliti …. a cui ormai ci ho quasi fatto il callo, una cosa mi è mancata quest’anno più di tutte: la telefonata super veloce della nonnina 95enne che dopo avermi dato gli auguri mi chiedeva cosa mangiavo per sera ed infine la fatidica domanda: “Ci sono novità?”. Ed io che le rispondevo ogni anno, prima infastidito ma poi divertito: “No nonna, non mi sono ancora fidanzato” 🙂

 

I miei amori adolescenziali

bambini uniti(immagine presa dal web)

Dell’asilo non ricordo davvero nulla, buio profondo, eccetto il fatto che giocavo con Ciro, un bambino sovrappeso che non ho idea di cosa abbia fatto nella vita!
Di per certo ricordo che ero davvero un bambino super super timido!

Alle elementari in classe non ebbi infatuazioni.. ma frequentando l’ACR ricordo che c’era una ragazza, Elisabetta, più grande di un anno di me che mi veniva dietro!
Era sempre appiccicosa, mi dava i bacetti sulla guancia, ma a me non interessava! Avevo 7 anni e come ogni bambino di quell’età la cosa che più mi interessava al mondo era una una sola: giocare fino allo sfinimento!

Ricordo quando, arrivato a 9 anni, siamo andati con i miei genitori alla festa di mio cugino. Alla festa c’erano tutti i suoi cugini più grandi e le sue cugine, una più grande e l’altra più piccola. Io ero il nanerottolo di turno e la serata la passammo a giocare a calcio balilla, che da noi si chiama biliardino. Chi perdeva usciva lasciando spazio all’altra squadra. Ma si sa, in quel gioco l’altezza non conta; io giocavo in porta e non prendevo quasi mai gol, le paravo tutte battendo a turno tutti gli avversari, anche i cugini grandi! Ero il dio di quella serata e Valentina, la cugina grande di Fabio, si accorse di me e cominciò a fare l’ochetta dimostrando il suo apprezzamento su di me. A me ovviamente interessava solo giocare.

Poi arrivarono gli 11 anni e con esse le scuole medie ed il mio cambiamento. Ricordo 3 innamoramenti durante i 3 anni di passati con la stessa classe.

Marianna, bionda e ricciola dagli occhi chiari! Una bellezza mozzafiato, per me inarrivabile. Non mi sono mai dichiarato.

Poi c’era Elisabetta (un’altra rispetto a quella dei 7 anni). Lei mora, esile e dai capelli lunghi. Anche con lei nessuna via di approccio.

Infine c’era Assunta, la più bruttina. Bionda dai capelli lunghi. Nessuno in classe la calcolava, escluso me, soprattutto durante i primi 2 anni. Quasi ce la feci a dirgli ciò che provavo, ma il passo finale della dichiarazione non avvenne. L’anno dopo le crebbero per la sua età due tette enormi e le cose cambiarono drasticamente.. ci avevo visto lungo sulle sue potenzialità di quella ragazzina ed in mille ci provarono con lei.

In paese invece quando scendevo in strada a giocare c’era Silvana, una ragazza bruttina a detta degli altri.. e qui feci la mia prima dichiarazione. Cominciai alla grande con un bel 2 di picche, scaricato alla grande dalla bruttina del quartiere.

C’è qualche altro aneddoto in giro per la mia memoria, ma questi tendenzialmente sono i miei primi approcci sentimentali infantili, tutto sommato un bel ricordo 🙂

Trasloco – fase 2

La seconda fase è stata quella dell’istanziamento nella nuova e temporanea casa.. o meglio nella mia nuova stanza, quella che il mio amico mi ha gentilmente concesso e messa a disposizione per dormire. Il tutto è iniziato con il megasbattimento che ci siamo fatti per trasportare tutti i milioni di pacchi da una casa all’altra (si perchè ci siamo fatti fottere dall’azienda dei traslochi che ci ha solo smontato, spostato e rimontato i mobili senza trasportare i pacchi, con la scusa che il camioncino era ormai pieno). Si lo so, sono stato proprio un coglione a non farlo notare al loro datore di lavoro.. ma ormai è acqua passata, meglio non pensarci (non prendetemi troppo in giro eh!).
La parte che più mi ha segnato, oltre alla caccia al tesoro per ritrovare un paio di mutante pulite da mettere dopo la doccia, le lenzuola da mettere sulla branda ed i vestiti da indossare il giorno dopo, è stata proprio la sensazione di cambiamento.
La prima notte è sempre la più complessa. Qualche minuto prima che la stanchezza si impadronisse di me i pensieri hanno preso il sopravvento. Prima di tutto ho avuto la sensazione di essere in un posto estraneo e che non mi apparteneva, una quasi sgradevole sensazione di non essere a casa mia, coccolato dalle solite mura amiche.
Ma riflettendoci quella in cui alloggio è solo una sistemazione temporanea e sono pur sempre a casa di un mio caro amico.. pertanto questi pensieri hanno lasciato il posto ad altri.
Quello che sto facendo è un grosso cambiamento. Andare a vivere da solo significa tanto, è il raggiungimento di una certa indipendenza, il coronamento di un piccolo sogno. Certo all’inizio la casa sarà vuota andando ad abitarci da solo.. ma un pizzico di sano ottimismo e di speranza mi porta a pensare che presto o tardi riuscirò a condividere quelle mura con la persona giusta.
E’ una bella meta da conseguire, un bel obiettivo da raggiungere per l’uomo che voglio essere. Fin quando non sarò dentro non me ne renderò conto, ma credo di aver fatto davvero una bella cosa! E spero che sta crisi non rovini tutto e che il lavoro mi permetta di continuare a pagare le mille mila rate di mutuo che ho davanti ed i lavori che sto facendo in casa prima di entrarci 🙂

Trasloco – fase 1

Vivi per molti anni sempre nella stessa abituazione, seppur in affitto, quella è ciò che tu ritieni la tua casa.
Un giorno decidi di darti una mossa, di fare un cambio di vita, di fare un grande passo, di andare a vivere da un’altra parte.
Io, seppur mi sono temporaneamente appoggiato nella nuova casa di un amico prima di trasferirmi nella mia, ho fatto il trasloco. L’ho vissuto in due fasi ben distinte.

La prima è relativa alla preparazione dei pacchi. Chi non ha mai traslocato non può immaginare come sia possibile che in un’unica stanza tu sia riuscito ad accumulare così tante cianfrusaglie. I cartoni che continui a riempire sono troppi, interminabili, tendenti all’infinito. Vorresti smettere, sei stremato, ma non puoi, gli armadi sono sempre pieni e tu vuoi vincere la battaglia!
Ma a parte questa incredibile fase di matematica follia, altre emozioni hanno in alcuni momenti preso il sopravvento su di me. Ero immerso nel mio armadio come uno scheletro intento ad ritirare dal suo interno quintali di vestiti, maglioni, jeans, camicie, giacche e molto altro ancora! Pian piano spariva tutto da li dentro per finire dritto dritto nei vari cartoni. Ed eccola li, una busta della mondadori dove ci metti i libri che acquisti… che ci fa nel mio armadio una busta della mondadori? La apro e mi blocco per qualche istante: dentro c’erano pantalone, maglia da notte e tanga della mia ex. Non vi nascondo che per un attimo ho annusato i suoi vestiti, ma non c’era segno di lei, l’odore del detersivo era il mio, di suo era rimasto solo il ricordo, o meglio come in un film sono comparsi i ricordi di una vita passata e lontana di quando li indossava proprio li nella mia camera. Da allora non ho avuto più rapporti sentimentali, c’è voluto del tempo per riprendermi dalla botta. Dopo essermi ripreso dallo “shock” ho deciso di deporre quei vestiti in busta piena di abiti che avevo deciso di devolevere in beneficenza, mi sembrava di cattivo gusto gettarli via.
E così continuo a fare i pacchi ed in un angolo remoto di un altro armadio trovo un puzzle di mille pezzi stile fantasy  regalato da lei! A parte il fatto che l’avevo rimosso totalmente dalla mia testa, penso istintivamente: “e mo che ci faccio con questo?”. Diciamo che è stato un regalo strano: da una parte mi è piaciuto il pensiero visto che adoro il fantasy, dall’altra non mi sono mai piaciuti i puzzle! Quindi che me ne faccio? Lo regalo? Lo getto via? Lo faccio io e cresco una nuova passione? La seconda alternativa non mi piace molto, non mi piace buttare le cose, soprattutto se nuove.. magari la regalo ad un mio amico che lo apprezzerebbe. Per ora è stato deposto in un pacco ed è li ad aspettare la mia decisione.
Continuo e continuo a riempire i pacchi ed ad un tratto la felicità compare sui miei occhi e sulle mie labbra: una serie di libretti dalle copertine variopinte si sono materializzati in un cassetto.. e così ritrovo un piccolo tesoro, una serie di portafoto contenenti ricordi di 10/20 anni fa.. che viaggio con la testa! In pochi minuti ho rivissuto attimi indimenticabili della mia vita e mi si è gonfiato il cuore di gioia.

Mano nella mano

Sono in giro per le strade della città, ma in qualsiasi posto io sia, per i miei occhi è davvero una delizia guardare coppie di qualsiasi età camminare tenendosi la mano dell’uno in quella dell’altra.

Probabilmente è il dolce ricordo dei miei nonni che, dopo 50 anni di matrimonio, si tenevano la mano, seduti nelle rispettive poltrone, mentre guardavano la tele.

Probabilmente lo vedo come uno dei simboli, dei gesti di affetto, di unione e di comunione per eccellenza che una coppia affiatata possa avere.

 

mano nella mano

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La strada è vuota e priva di macchine.

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Io e Gregorio giochiamo sul bordo del marciapiede con i tappi.

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Io e Gianluca giochiamo con le biglie vicino il marciapiede.

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Una selva di sedie invadono quasi metà strada con gente che chiacchiera, ride e scherza mentre i bambini scorrazzano per la via

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Io, Gianluca, Gregorio, Savio, Antonio, Gregory, Fabio giochiamo a pallone alla tedesca cercando di fare gol contro una serranda di un garage.. povera serranda

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Io, Doriana, Nicoletta e Mariangela giochiamo con la molla vicino l’angolo di “Tammianina”

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Io, Nicola, Gianluca, Fabio e Nicoletta giochiamo occupando tutto un intero incrocio ai 4 angoli

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Tutti assieme si gioca a nascondino o guardie e ladri nascondendoci dietro auto, persone, angoli..

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Un’intera infanzia a giocare con i miei amici dell’epoca.. una serie infinita di foto istantanee mai scattate con nessuna macchina fotografica ma che sono indelebili nella mia mente, nella mente dei miei amici!